Configurare il sistema

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Informazioni sul file system

Riguardo fstab

Su Linux, tutte le partizioni usate dal sistema devono essere elencate in /etc/fstab. Questo file contiene i punti di montaggio di quelle partizioni (cioè dove esse verranno viste rispetto alla struttura del file system), come dovranno essere montate e con quali opzioni speciali (automaticamente o meno, se gli utenti potranno montarle o meno, ecc.).

Creare il file fstab

Il file /etc/fstab usa una sintassi stile tabella. Ogni linea consiste in sei campi, separati da uno spazio bianco (uno o più spazi, tabulazioni, o un misto). Ogni campo ha il suo specifico significato:

  1. Il primo campo mostra il dispositivo a blocchi speciale o il file system in remoto che deve essere montato. Svariati tipi di identificatori di dispositivi sono disponibili per i nodi dei dispositivi a blocchi speciali, etichette di file system e UUID, ed etichette di partizioni e UUID.
  2. Il secondo campo mostra il punto di montaggio sul quale la partizione andrebbe montata.
  3. Il terzo campo mostra il file system usato dalla partizione
  4. Il quarto campo mostra le opzioni di montaggio usate da mount quando si vuole montare la partizione. Siccome ogni file system ha le sue opzioni di montaggio, gli utenti sono incoraggiati a leggere la pagina del manuale di mount (man mount) per averne una lista completa. Opzioni multiple di montaggio vanno separate con una virgola.
  5. Il quinto campo è usato da dump (copia del contenuto della memoria) per determinare se la partizione necessità di ricevere un dump oppure no. Questo valore viene generalmente lasciato a 0 (zero).
  6. Il sesto campo è usato da fsck per determinare l'ordine in cui i file system dovrebbero essere controllati quando il sistema non si arresta correttamente. Il file system radice (root) dovrebbe avere 1 mentre i rimanenti dovrebbero avere 2 (oppure 0 se il controllo del file system non è necessario).
Importante
Il file predefinito /etc/fstab fornito da Gentoo non è un file fstab valido, però offre più di un modello soltanto.
root #nano -w /etc/fstab

Nella parte rimanente del testo, useremo i file /dev/sd* per i dispositivi a blocchi delle partizioni.

Etichette dei file system e UUID

Sia MBR (BIOS) che GPT includono il supporto per le etichette e gli UUID dei file system. Questi attributi possono essere definiti in /etc/fstab come alternative per il comando mount da usare quando si tenta di trovare e montare i dispositivi a blocchi. Le etichette e gli UUID dei file system sono identificati dai prefissi LABEL e UUID e possono essere visionati con il comando blkid:

root #blkid
Attenzione
Se il file system dentro la partizione viene eliminato, allora i valori delle etichette e degli UUID del file system saranno conseguentemente alterati o rimossi.

Per via della sua unicità, si raccomanda ai lettori, che stanno usando una tabella delle partizioni stile MBR, di usare gli UUID anziché le etichette per definire i volumi da montare nel file /etc/fstab.

Etichette e UUID delle partizioni

Gli utenti che hanno scelto la strada GPT hanno un paio di 'robuste' opzioni disponibili per definire le partizioni su /etc/fstab. Le etichette e gli UUID delle partizioni possono essere usate per identificare le o la partizione individuale del dispositivo a blocchi, senza badare a quale file system è stato scelto per la partizione stessa. Le etichette e gli UUID sono identificati rispettivamente dai prefissi PARTLABEL e PARTUUID e possono essere comodamente visionati da terminale con il comando blkid:

root #blkid

Mentre non sempre è vero per le etichette delle partizioni, usando un UUID per identificare una partizione su fstab fornisce una garanzia che l'avviatore non farà confusione quando ricercherà un certo volume, persino quando il file system dovesse cambiare in futuro. Usare i percorsi per i dispositivi a blocchi predefiniti (/dev/sd*N) per definire le partizioni su fstab è rischioso per i sistemi che vengono riavviati spesso ed hanno dispositivi a blocchi SATA che vengono aggiunti e rimossi regolarmente.

La denominazione dei percorsi dei dispositivi a blocchi dipende da un certo numero di fattori, incluso come ed in quale ordine i dischi sono attaccati al sistema. Essi potrebbero anche apparire in un ordine differente in base a quali dispositivi vengono rilevati prima dal kernel durante la prima fase del processo di avvio. Premesso ciò, a meno che uno non intenda avere continuamente a che fare con l'ordinamento dei dischi, usare i percorsi predefiniti per i dispositivi a blocchi è un approccio semplice e diretto.


Diamo un'occhiata a come scrivere le opzioni per la partizione /boot/. Questo è solo un esempio e dovrebbe essere modificato in accordo alle decisioni di partizionamento prese all'inizio dell'installazione. Nel nostro esempio di partizionamento per amd64, /boot/ è solitamente la partizione /dev/sda2, con file system ext2. Esso necessita di essere controllato durante l'avvio, dunque dovremmo scrivere:

FILE /etc/fstabUn esempio per la linea di /boot su /etc/fstab
/dev/sda2   /boot     ext2    defaults        0 2

Alcuni utenti non vogliono che la loro partizione /boot/ sia montata automaticamente per migliorare la sicurezza del loro sistema. Tali utenti dovrebbero sostituire defaults con noauto. Ciò fa sì che questi utenti dovranno montare manualmente la partizione ogni volta che desiderino usarla.

Aggiungere regole che corrispondano al precedente schema di partizionamento deciso ed aggiungere regole per i dispositivi come i lettori CD-ROM e, certamente, per ogni altra partizione o lettore (drive) in uso.

Sotto c'è un esempio molto più elaborato del file /etc/fstab:


FILE /etc/fstabUn esempio completo per /etc/fstab
/dev/sda2   /boot        ext2    defaults,noatime     0 2
/dev/sda3   none         swap    sw                   0 0
/dev/sda4   /            ext4    noatime              0 1
  
/dev/cdrom  /mnt/cdrom   auto    noauto,user          0 0

Quando si usa nel terzo campo auto, lascia che il comando mount indovini quale file system ci sia. Questo è raccomandato per i supporti removibili in quanto possono essere creati con uno tra tanti file system. L'opzione user nel quarto campo rende possibile ad un utente non-root (non amministratore o "radice") montare il CD.

Per migliorare le prestazioni, la maggior parte degli utenti vorrebbe aggiungere l'opzione di montaggio noatime, che porta ad un sistema più veloce poiché i tempi di accesso non sono registrati (i quali comunque generalmente non servono). Questo è persino raccomandato per gli utenti con drive allo stato solido (SSD), che dovrebbero abilitare anche l'opzione di montaggio discard (solo con ext4 e btrfs per ora), il quale fa funzionare il comando TRIM.

Controllare due volte il file /etc/fstab, salvare ed uscire per continuare.

Informazioni di rete

Informazioni host e dominio

Una delle scelte che l'utente deve compiere è dare un nome al suo PC. Questo sembra piuttosto facile, ma molti utenti hanno difficoltà a trovare il nome appropriato per il proprio PC Linux. Per velocizzare le cose, si sappia che la decisione non è definitiva - può essere cambiata in seguito. Nell'esempio sottostante il nome host tux è stato usato all'interno del dominio homenetwork (rete di casa).

root #nano -w /etc/conf.d/hostname
# Set the hostname variable to the selected host name (Imposta la variabile hostname con il nome dell'host scelto)
hostname="tux"

Secondo, se un nome dominio è necessario, impostarlo su /etc/conf.d/net. Ciò è necessario solo se l'ISP o l'amministratore di rete chiede questo, oppure se la rete ha un server DNS, ma non un server DHCP. Non ci si deve preoccupare del DNS o dei nomi di dominio se il sistema usa DHCP per un'allocazione degli indirizzi IP dinamica e per la configurazione della rete.

Nota
Il file /etc/conf.d/net non esiste in via predefinita, quindi è necessario crearlo.
root #nano -w /etc/conf.d/net
# Set the dns_domain_lo variable to the selected domain name (Imposta la variabile dns_domain_lo con il nome di dominio scelto)
dns_domain_lo="homenetwork"
Nota
Se nessun nome dominio è impostato, allora gli utenti saranno informati con messaggi "Questo è un nome host. (none)" sulla schermata di accesso. Ciò andrebbe poi corretto modificando /etc/issue e cancellando la stringa .\O da quel file.

Se un dominio NIS è necessario (gli utenti che non sanno se lo sia allora non ne hanno bisogno), si definisca anche questo:

root #nano -w /etc/conf.d/net
# Set the nis_domain_lo variable to the selected NIS domain name (Impostare la variabile nis_domain_lo per il nome di dominio NIS selezionato)
nis_domain_lo="my-nisdomain"
Nota
Per maggiori informazioni sulla configurazione di DNS e NIS, leggere gli esempi forniti su /usr/share/doc/netifrc-*/net.example.bz2 che si possono consultare con bzless. Inoltre, potrebbe interessare l'installazione di net-dns/openresolv come aiuto nel gestire l'impostazione DNS/NIS.

Configurare la rete

Durante l'installazione di Gentoo Linux, la rete per lavorare era già configurata. Comunque, ciò valeva per il CD di installazione stesso e non per l'ambiente installato. Adesso, la configurazione di rete è stata fatta per il sistema Gentoo Linux installato.

Nota
Informazioni più dettagliate sul lavoro di rete, inclusi argomenti avanzati come collegamenti, ponti, VLAN 802.1Q o reti wireless sono trattati nella sezione della Configurazione delle reti su Gentoo.

Tutte le informazioni di rete sono raccolte su /etc/conf.d/net. La sintassi è lineare ma forse non ancora intuitiva. Ma niente paura, ogni cosa sarà spiegata di seguito. Un esempio completamente commentato che copre molte diverse configurazioni è disponibile in /usr/share/doc/netifrc-*/net.example.bz2.

Prima installare net-misc/netifrc:

root #emerge --ask --noreplace net-misc/netifrc

DHCP è usato in modo predefinito. Affinché DHCP funzioni, è necessario installare un client DHCP. Ciò viene descritto più avanti negli Strumenti di sistema necessari per l'installazione.

Se la connessione di rete necessita di essere configurata a causa di opzioni specifiche per DHCP o perché DHCP non è usato affatto, allora si apra /etc/conf.d/net:

root #nano -w /etc/conf.d/net

Impostare sia config_eth0 che routes_eth0 per inserire le informazioni sull'indirizzo IP e sull'instradamento.

Nota
Si presume che l'interfaccia di rete sia chiamata eth0. Comunque, ciò dipende strettamente dal sistema. È raccomandato assumere che l'interfaccia sia nominata con il nome dell'interfaccia presente all'avvio del mezzo di installazione, considerando che il mezzo di installazione sia abbastanza recente. Maggiori informazioni si possono trovare su Denominazione delle interfacce di rete.
FILE /etc/conf.d/netDefinizione di un IP statico
config_eth0="192.168.0.2 netmask 255.255.255.0 brd 192.168.0.255"
routes_eth0="default via 192.168.0.1"

Per usare DHCP, definire config_eth0:

FILE /etc/conf.d/netDefinizione di DHCP
config_eth0="dhcp"

Si legga /usr/share/doc/netifrc-*/net.example.bz2 per un elenco completo delle opzioni disponibili. Assicurarsi di controllare bene anche la pagina man (manuale) del client DHCP se è necessario impostare opzioni specifiche per DHCP.

Se il sistema ha svariate interfacce di rete, allora ripetere i passi precedenti per config_eth1, config_eth2, ecc.

Adesso salvare la configurazione ed uscire per proseguire.

Avvio automatico dei servizi di rete

Per avere le interfacce di rete attive all'avvio, esse vanno aggiunte al runlevel (livello di esecuzione) predefinito.

root #cd /etc/init.d
root #ln -s net.lo net.eth0
root #rc-update add net.eth0 default

Se il sistema ha diverse interfacce di rete, allora gli appropriati file net.* devono essere creati come è stato fatto con net.eth0.

Se dopo aver avviato il sistema, risulta che il nome assunto per l'interfaccia di rete (attualmente nella documentazione come eth0) era sbagliato, allora si eseguano i seguenti passaggi per correggerlo:

  1. Aggiornare il file /etc/conf.d/net con il nome di interfaccia corretto (per esempio enp3s0 anziché eth0).
  2. Creare un nuovo link simbolico (esempio /etc/init.d/net.enp3s0).
  3. Rimuovere il vecchio link simbolico (rm /etc/init.d/net.eth0).
  4. Aggiungere quello nuovo al runlevel (livello di esecuzione) predefinito.
  5. Rimuovere quello vecchio con rc-update del net.eth0 default.

Il file degli host

Si passa ad informare Linux riguardo l'ambiente di rete. Questo è definito su /etc/hosts ed aiuta a risolvere i nomi host permettendo di ottenere gli indirizzi IP per gli host che non sono risolti dal nameserver (server dei nomi).

root #nano -w /etc/hosts
FILE /etc/hostsCompilazione delle informazioni di rete
# This defines the current system and must be set
# Questo definisce il sistema stesso e deve essere impostato
127.0.0.1     tux.homenetwork tux localhost
  
# Optional definition of extra systems on the network
# Definizione opzionale per sistema extra sulla rete
192.168.0.5   jenny.homenetwork jenny
192.168.0.6   benny.homenetwork benny

Salvare ed uscire dall'editor per continuare.

Opzionale: Far funzionare PCMCIA

Gli utenti con PCMCIA dovrebbero installare ora il pacchetto sys-apps/pcmciautils.

root #emerge --ask sys-apps/pcmciautils

Informazioni di sistema

Password root

Impostare la password per root (radice) usando il comando passwd.

root #passwd

L'account Linux root è un account con tutti i poteri, dunque si scelga una password robusta. In seguito, verranno creati degli account aggiuntivi per le operazioni quotidiane degli utenti ordinari.

Configurazione init e all'avvio

Gentoo (almeno quando si usa OpenRC) usa /etc/rc.conf per configurare i servizi, la partenza, e lo spegnimento del sistema. Aprire /etc/rc.conf e divertirsi con tutti i commenti nel file. Rivedere le impostazioni e cambiarle dove necessario.

root #nano -w /etc/rc.conf

Poi, aprire /etc/conf.d/keymaps per gestire la configurazione della tastiera. Modificare il file per configurare ed impostare correttamente la tastiera.

root #nano -w /etc/conf.d/keymaps

Si presti particolare attenzione alla variabile keymap. Se viene selezionata la mappa dei tasti sbagliata, quando si digita sulla tastiera verranno visualizzati strani risultati.

Infine, modificare /etc/conf.d/hwclock per impostare le opzioni dell'orologio. Modificarlo secondo le preferenze personali.

root #nano -w /etc/conf.d/hwclock

Se l'orologio hardware non sta usando UTC, allora è necessario impostare clock="local" nel file. Nel caso contrario, ciò comporterebbe disallineamenti dell'ora nel sistema.